Un casertano re di Macedonia


Un casertano re di Macedonia

Nonostante la giovane età è il coach casertano con il maggiore pedigree a livello internazionale. Per Antonio D’Albero, ex assistat coach anche della Juvecaserta nell’anno del ritorno in LegaDue, si sono spalancate le porte prestigiose di una kermesse a carattere internazionale. Il giovane allenatore casertano, dopo l’esperienza danese col Lemving, è l'head coach della Nazionale Under 20 femminile della Macedonia in vista degli Europei di categoria che si giocheranno proprio nella nazione dell’ex Jugoslavia. Una nomina importante, una nuova sfida personale ed un incarico di prestigio che testimonia la crescita esponenziale delle sue quotazioni. Un coach già ‘giramondo’ che continua a far parlare di sè e che vuole scrivere una pagina importante della carriera.Terminata la prima parte del ritiro nella capitale Skopje, il gruppo si trasferirà a Ohrid, città famosa per il turismo in Macedonia situata sul lago di Ohrid, dove si svolgerà la seconda parte della preparazione e anche il Campionato Europeo. Nella stessa città si giocherà anche l’ultima amichevole pre Europeo contro il Belgio. Nel girone all’Europeo la Macedonia dovrà vedersela con avversari tutt’altro che facile come Svezia, Portogallo, Ungheria e Bulgaria. «Sono felicissimo per questa nuova esperienza - ammette il coach casertano -; non è la prima all’estero, l’ultima è stata la recente esperienza nella Prima serie in Danimarca. Questa però sarà molto diversa dalle altre perché prima di tutto si tratta di una squadra ‘nazionale’ e non di un club e poi perchè ci siamo trovati a lavorare con un gruppo per circa due mesi e tutto dovrà essere pronto per l’8 Luglio inizio degli Europei. Siamo concentratissimi sul gioco e l’aspetto tattico per le numerose partite in pochi giorni del girone e per cercare di strappare una qualificazione alle eliminatorie. Sono molto contento di poter vivere questa esperienza con la Federazione macedone che si sta mostrando molto interessata al progetto».Un'avventura affascinante dove c'è stato pochissimo tempo, durante il ritiro, per tirare il fiato. Il basket, in Macedonia, è molto seguito tanto che D'Albero si è ritrovato a fare un'intervista per strada, per la tv di stato, in uno dei rari momenti di relax: «Si passa, nel giro di pochi metri, dalla casa che ha dato i natali a Madre Teresa fino allo Stone Bridge che divide la parte macedone da quella albanese. Tra loro ci sono molti contrasti; i dirigenti hanno avuto non poca paura a portarmi dall'altro lato ma io volevo andarci a tutti i costi per visitarla, soprattutto la parte antica della città tra cui un'antica fortezza e un castello».Insomma non solo basket giocato, ma anche voglia di scoprire una nuova terra ed una nuova cultura. Questo viaggio ha portato a conoscenza di tanti piccoli problemi politici, ma anche di una visione diversa dalla nostra sui metodi di lavoro. La federazione è favolosa e l'organizzazione è ottima, non mi stanno facendo mancare nulla e le persone sono davvero squisite. Mi ringraziano ogni istante di essere qui e apprezzano molto che io abbia accettato di lavorare per loro, e anche le giocatrici alla fine di ogni allenamento mi "ringraziano" per l'allenamento. Cosa che in Italia non mi è capitata».Insomma, tanta pallacanestro ma anche tantissima voglia di capire e conoscere un nuovo paese. Ora gli occhi del basket casertani saranno catapultati anche su questa manifestazione che, da sempre, sforna interessanti giocatrici in ottica futura. E Caserta ha un motivo in più per tifare Macedonia.

Camillo Anzoini